Mai soffermato a risolvere un rebus.
Un po' come affacendarmi attorno ad un cubo di Rubik. Non sopporterei di cambiare la forma senza poter intaccare l'essenza.
Mai soffermato a risolvere un rebus.
Un po' come affacendarmi attorno ad un cubo di Rubik. Non sopporterei di cambiare la forma senza poter intaccare l'essenza.
sei pronto?
trenta passi e decidi il destino
sentieri visti a ritroso cambiano corso
tutto questo tempo donato alla sera
ed ora ritrovarsi col capo adorno e la sabbia fra le dita
ritrovandosi fra le note di chi prega di rinascere
a guardare anime regalate o vendute per pochi sputi di polvere
sono dove mi prende eppure relegato ad una serie di crocicchi
dove il primo si confonde coi successivi
e le direzioni divengono sibili di una scacchiera priva di confini
due colori padroni delle ore
e le luci nere bruciano, di nuovo
trenta passi e non tornare indietro
gli anni passati sono sogni di pietra.
Ago. 2008

ora.
ripeti.
provoca le ali appese
portatori di luce piegati sulle spalle
le teste immerse nell'asfalto
per non svettare come soldati di ferro
troppo vicini all'odore della terra
troppo distanti dall'ombra delle stelle
scivolando attraverso gli uomini di paglia
ordinati in filari di cera
nessuno con gli occhi nella vita degli altri
bruci e credi di esser luce
vita è ciò che potrebbe
corri
sibila l'aria che non sei
adagiata alle valli quando il sole nasce
a lato degli scranni di mogano intarsiato
pieghe della mente per non trovare quel che è nascosto
attraverso i fiori aperti negli occhi
per vedere attraverso quel che appare buio
troppo tempo trascorso dall'ultima sera alla finestra
troppo presto per ricordare che sapore avesse la voce
vita è ciò che credi
ott. 2007 - mag. 2008
nera la mente
di menzogna si cela
sogna la sera
ciò che deve avvenire
“come?”
“una storia, voglio una tua storia.”
“e’ per questo che sono qui?”
legato?
“il tuo è un dono, non capisci? un dono.”
fantastico. da quand'è che i doni uccidono? vabbè, non importa.
“che cosa vuoi?”
“tu crei storie. forse non te ne rendi conto, crei esistenze.”
“io.. sì a volte racconto qualcosa.”
“inizia, ti ascolto. ti prego..”
“mi preghi?”
oh. bene. ed ora? gira tutto? perchè girano le pareti se ho gli occhi chiusi?
le pareti non possono girare..
giurami amore
di gusto sottratto
tradisci la forma
di sete e vendetta
“scusa.”
sicuramente.
freddo.
metallo.
non posso muovermi.. ?
“scusa, il freddo, la pioggia. forse hai la febbre, devi essere svenuto.”
grazie. gli angeli dell'influenza non aspettavano altro. fanculo.
“perchè?”
“te l'ho detto, vorrei una tua storia, una sola. non puoi capire l'importanza che abbia.”
“davvero?”
“ascolta, narrare è cosa di tutti, ma creare.. quello è un privilegio concesso a pochi.”
nella tua testa non gira tutto per il verso giusto.
qui è tutto umido. pietra vecchia. l’odore di una casa di campagna. odore di cibo. lui abita in questo luogo.
non ti vedo, dannazione.
“tu, certo.. non capisci. ma per me è importantissimo, io vivo di storie. ho bisogno di una tua storia..”
..
bisogno!
ne sei sicuro?
tenermi legato nell'oscurità non è un bel modo per iniziare a conoscersi. va bene. io ho una storia.
tu hai me. non credo ci sia una gran scelta.
“io.. io lo so che non è facile per te. scusami..”
figurati.
Figurati.ersiuna tua storia.. h svenuto”scusami per quello che sto facendo, ma non ho scelta, scelta capisci?”
no.
io vivo attraverso le storie.
tutti vivono attraverso le storie. possibile che soltanto i pazzi lo capiscano?
“ne ho bisogno. poi sarai libero.”
io sono già libero.
“vuoi una storia? storia sia. guardati le spalle.”
“cosa?”
..
“Le Storie uccidono.”
credi d’istante
palazzo di fine
il mostro è parola
di pace descritta
feb. 2008