Mai soffermato a risolvere un rebus.
Un po' come affacendarmi attorno ad un cubo di Rubik. Non sopporterei di cambiare la forma senza poter intaccare l'essenza.
Mai soffermato a risolvere un rebus.
Un po' come affacendarmi attorno ad un cubo di Rubik. Non sopporterei di cambiare la forma senza poter intaccare l'essenza.
sembri la luna.
o forse lo sei, non importa.
sono i pensieri a viaggiare a duecento miglia all'ora
abbastanza per non credere. non per scordarsi di sognare.
tanto alla fine nulla è quel che sembra.
o sembra male.
o è talmente male da non sembrare.
tu continua a correre e lascia perdere
se potranno, inseguiranno.
magari facendo a pezzi qualche luogo comune
di quelli abusati abbastanza da aver fondato una onlus per i diritti umani.
nov. 2008
raccolgo frammenti di promesse spezzate
per il gusto d'indovinarne la forma perduta
d'altri immagine dei sogni rinchiusi
chiavi gettate dietro i passi di piombo
calpestate dalle morali di cenere
perdute al primo soffio di realtà
scindendole in mille schegge affilate
lascio raccontino quel che sarebbe stato
se il vento non avesse rigettato le parole alle stelle
se il cielo non avesse rigettato gli déi agli uomini
scatole intarsiate assicurate da sigilli di cera
a celare finestre sulle storie mai accadute
percorsi rimasti aperti interminabili istanti
come vie nella sabbia lentamente dissolte dalla marea
illuminate dalla volontà di coloro che ne percuotono la terra
sopravvivono d'uno soffio ai propri creatori
ideando mille fari dipinti nella cupola del mondo
desidera come fosse l'unica via del ricordo
cosicché non svanisca prima della pelle.
sett. 2008
sei pronto?
trenta passi e decidi il destino
sentieri visti a ritroso cambiano corso
tutto questo tempo donato alla sera
ed ora ritrovarsi col capo adorno e la sabbia fra le dita
ritrovandosi fra le note di chi prega di rinascere
a guardare anime regalate o vendute per pochi sputi di polvere
sono dove mi prende eppure relegato ad una serie di crocicchi
dove il primo si confonde coi successivi
e le direzioni divengono sibili di una scacchiera priva di confini
due colori padroni delle ore
e le luci nere bruciano, di nuovo
trenta passi e non tornare indietro
gli anni passati sono sogni di pietra.
Ago. 2008

mai essere lo stesso istante
negli occhi immagini passate
la villa bianca del ventuno febbraio
ed i minuti dipinti sulla tua tela preferita
scivolare lentamente come gocce sulle labbra
osservati dietro le mura di cristallo
le tue dame sovrapposte ad incutere timore
divise attraverso i tratti che più temi
e le tue mani incantate nella neve
a danzare nelle ombre e nelle fiamme
strette nei gemiti del primo sonno
la villa bianca delle ore senza nome
immersa nell'aria a bruciare ricordi
ammassati negli angoli dell'anima
azione rivolge a plasmare
minuti trascorsi in tempo creato.
lug. 2008
Di solito non seguo le catene dei blog, ma in certi istanti fa proprio piacere ricevere questi riconoscimenti, soprattutto se dalla carissima Flyss e dall'anima poetica di LadySoul
... ovvero il "Brillante Weblog" - Premio 2008, in teoria rivolto ai blog che in qualche maniera si distinguano per tematiche, design e spunti brillanti in genere. in pratica, da inviare a chi piace e basta, possibilmente 7 nominati da avvisare, per ciò che scrivono e per quel che rimane dietro alle parole. Una dedica che, con piacere e ovviamente senza impegno per nessuno e in ordine sparso, lascio a:
- Barbara
- Ivy
- Elenucci
- Laura
- Blu
- Maya
incanta sedici volte
spezzare promesse per vederne l'anima
aspetto il mio turno di finzione
giu. 2008
saimaa
distendi candidi inganni
ogni goccia di pioggia sfiorata
ricorda ciò che le parole nascondono
passo regale e drappi appesi
a toccare le corde dalle stelle nere
guardati accanto, ancora
senza rammentare sussurri
quanti minuti legati alla mente
l'acqua alle caviglie e il sogno al cuore
invincibili dove gli occhi non vedono
ed il sangue brillante non ha valore
senti l'aria rappresa ad ogni respiro
gli angoli sgualciti recavano il vero
ricambia un soffio di specchio soltanto
vita agli angoli umidi delle labbra
nessun limite avvolto alle linee del cielo
signore dei laghi e del tempo di sabbia
protendi icone prive di dei e di adulatori
come padri silenti sempre alzati
rigidi ad attendere le mani
mag. 2008
ora.
ripeti.
provoca le ali appese
portatori di luce piegati sulle spalle
le teste immerse nell'asfalto
per non svettare come soldati di ferro
troppo vicini all'odore della terra
troppo distanti dall'ombra delle stelle
scivolando attraverso gli uomini di paglia
ordinati in filari di cera
nessuno con gli occhi nella vita degli altri
bruci e credi di esser luce
vita è ciò che potrebbe
corri
sibila l'aria che non sei
adagiata alle valli quando il sole nasce
a lato degli scranni di mogano intarsiato
pieghe della mente per non trovare quel che è nascosto
attraverso i fiori aperti negli occhi
per vedere attraverso quel che appare buio
troppo tempo trascorso dall'ultima sera alla finestra
troppo presto per ricordare che sapore avesse la voce
vita è ciò che credi
ott. 2007 - mag. 2008